Il cambio studio non deve essere traumatico: con la procedura corretta la continuità operativa è totale.
Molte società restano con lo stesso commercialista per paura dei blocchi. In realtà è un processo veloce, ordinato e già previsto dalla normativa.
Tutti gli studi sono obbligati a consegnare documenti, scritture e dati necessari al subentro. Non può esserci alcun “fermo” dell’attività: la continuità contabile e fiscale è tutelata, basta gestire con ordine il passaggio e i tempi tecnici.
Il periodo ideale è tra gennaio e marzo, quando si imposta l’anno nuovo e si chiude il precedente. Ma il cambio può essere fatto in qualsiasi momento, purché il nuovo studio verifichi con attenzione le scadenze di periodo (liquidazioni IVA, CU, bilancio, dichiarazioni).
Restare con un servizio inefficace può generare errori, ritardi, mancanza di controllo sui numeri e sulle imposte. Spesso il costo del “non cambiare” è più alto del costo del passaggio, soprattutto se l’azienda sta crescendo o affronta un periodo delicato.
Articolo a cura del team TurboImposte – Studio Vittucci.
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