Bilancio SRL: cosa deve sapere un amministratore
Gli indicatori fondamentali che ogni amministratore deve saper leggere nel bilancio.
Una perdita di esercizio non è necessariamente un dramma, ma richiede azioni precise e tempestive. Ecco cosa prevede la legge e come affrontare ogni scenario.
Le perdite di esercizio sono un evento che ogni amministratore di SRL deve saper riconoscere e gestire correttamente. Il Codice Civile prevede obblighi precisi a seconda dell'entità della perdita rispetto al capitale sociale, con conseguenze che possono arrivare fino allo scioglimento della società se non si interviene nei tempi previsti.
In questa guida analizziamo tutte le casistiche possibili: dalla perdita contenuta che si riporta a nuovo, fino alla perdita che intacca gravemente il capitale sociale e richiede interventi assembleari urgenti. Per ogni scenario, indichiamo gli adempimenti obbligatori, le possibili soluzioni e gli errori da evitare.
La perdita di esercizio si verifica quando i costi e gli oneri sostenuti dalla società durante l'anno superano i ricavi e i proventi. In termini tecnici, il conto economico dell'esercizio chiude con un risultato negativo.
È fondamentale distinguere tra:
Le due grandezze possono non coincidere: una SRL potrebbe avere una perdita civilistica ma un reddito fiscale positivo (o viceversa), a seconda delle differenze temporanee e permanenti tra regole contabili e regole fiscali.
Il Codice Civile individua tre diverse situazioni a seconda dell'impatto della perdita sul capitale sociale:
| Situazione | Norma | Obbligo |
|---|---|---|
| Perdita entro un terzo del capitale | Nessuna norma specifica | Nessun obbligo immediato: la perdita si riporta a nuovo |
| Perdita oltre un terzo del capitale | Art. 2482-bis c.c. | Convocazione assemblea, relazione sulla situazione patrimoniale, tempo fino all'esercizio successivo per ridurla |
| Perdita che porta il capitale sotto il minimo legale | Art. 2482-ter c.c. | Azione immediata: riduzione e ricostituzione del capitale, trasformazione o scioglimento |
Per determinare se la perdita supera un terzo del capitale, si deve tenere conto delle riserve disponibili: la perdita va prima assorbita con le riserve, e solo l'eccedenza si confronta con il capitale sociale.
Quando la perdita dell'esercizio, non assorbita dalle riserve disponibili, supera un terzo del capitale sociale, si attiva la procedura prevista dall'art. 2482-bis del Codice Civile.
L'assemblea, esaminata la situazione, può decidere di:
Se entro l'esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, l'assemblea che approva il bilancio deve ridurre il capitale in proporzione alle perdite accertate. Se gli amministratori non provvedono, il Tribunale può disporre la riduzione su richiesta di qualsiasi interessato.
Una SRL ha un capitale sociale di 30.000 euro e riserve per 5.000 euro. Se chiude l'esercizio con una perdita di 18.000 euro:
La situazione più critica si verifica quando la perdita è tale da ridurre il capitale sociale al di sotto del minimo legale: 10.000 euro per la SRL ordinaria, 1 euro per la SRLS (per approfondire le differenze: differenza tra SRL e SRLS).
In questo caso, l'art. 2482-ter impone una scelta immediata e inderogabile. L'assemblea deve deliberare una delle seguenti alternative:
Esistono diverse strategie per coprire le perdite di esercizio, ciascuna con implicazioni contabili, fiscali e societarie diverse:
La prima risorsa da utilizzare sono le riserve disponibili:
Se la perdita non supera un terzo del capitale (dopo l'utilizzo delle riserve), la soluzione più semplice è il riporto a nuovo: la perdita viene iscritta nel patrimonio netto con segno negativo e potrà essere coperta con gli utili degli esercizi successivi.
I soci possono effettuare versamenti spontanei per reintegrare il patrimonio netto. Questi versamenti possono essere:
Se le riserve non bastano e i soci non intendono effettuare versamenti, la società deve procedere alla riduzione del capitale in proporzione alle perdite. Questa operazione non comporta uscite di denaro: è un'operazione puramente contabile che allinea il capitale alla consistenza reale del patrimonio netto.
Nei casi previsti dall'art. 2482-ter, la riduzione deve essere accompagnata da un contemporaneo aumento del capitale almeno fino al minimo legale, con effettivi nuovi conferimenti.
Sul piano fiscale, le perdite della SRL hanno un trattamento specifico ai fini IRES:
Per le SRL in regime di trasparenza fiscale, le perdite vengono imputate direttamente ai soci, che possono compensarle con i propri redditi secondo le regole IRPEF.
Le perdite continuative possono incidere negativamente sugli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), riducendo il punteggio di affidabilità fiscale della società. È importante considerare anche questo aspetto nella pianificazione.
L'amministratore della SRL ha obblighi precisi in materia di perdite di esercizio. La mancata osservanza può generare responsabilità civili significative. In particolare, l'amministratore deve sapere leggere i numeri chiave del bilancio per intercettare tempestivamente eventuali criticità.
La prevenzione è sempre preferibile alla gestione dell'emergenza. Ecco gli strumenti principali:
Se la perdita non intacca il capitale sociale oltre un terzo, non vi sono obblighi immediati: la perdita viene riportata a nuovo e può essere coperta con utili futuri. Se la perdita supera un terzo del capitale, scattano gli obblighi previsti dall'art. 2482-bis c.c.
Quando la perdita supera un terzo del capitale sociale e non viene ridotta entro l'esercizio successivo, l'assemblea deve deliberare la riduzione del capitale in proporzione alle perdite. Se la perdita porta il capitale sotto il minimo legale, si applicano le norme più stringenti dell'art. 2482-ter c.c.
Le principali modalità sono: utilizzo delle riserve disponibili, riporto a nuovo in attesa di utili futuri, versamenti a fondo perduto dei soci, riduzione del capitale sociale, e in caso estremo aumento di capitale contestuale alla riduzione.
Sì, le perdite fiscali possono essere riportate negli esercizi successivi senza limiti temporali, nella misura massima dell'80% del reddito imponibile. Le perdite dei primi tre esercizi sono riportabili integralmente senza il limite dell'80%.
Sì, l'amministratore ha l'obbligo di monitorare la situazione patrimoniale e convocare senza indugio l'assemblea quando si verificano perdite significative. L'omessa convocazione può configurare responsabilità civile e, nei casi più gravi, penale.
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Articolo a cura del team TurboImposte – Studio Vittucci.
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