Il trust di famiglia è uno degli strumenti più efficaci per proteggere il patrimonio, pianificare il passaggio generazionale e ottimizzare la fiscalità successoria. Ecco come funziona, quanto costa e quando conviene istituirlo.
La tutela del patrimonio familiare e la pianificazione del passaggio generazionale rappresentano due delle sfide più delicate per imprenditori, professionisti e famiglie con patrimoni rilevanti. Il trust di famiglia è lo strumento giuridico che, più di ogni altro, consente di realizzare entrambi gli obiettivi: separare i beni dal patrimonio personale del disponente, garantirne la gestione professionale e disciplinare in modo flessibile il trasferimento ai beneficiari. Vediamo nel dettaglio come funziona, come viene tassato dopo la riforma del 2024 e quando rappresenta una scelta realmente conveniente rispetto a strumenti alternativi come la holding di famiglia o il fondo patrimoniale.
Il trust è un istituto di matrice anglosassone introdotto nel nostro ordinamento attraverso la Legge 16 ottobre 1989, n. 364, con la quale l'Italia ha ratificato la Convenzione dell'Aja del 1° luglio 1985 relativa alla legge applicabile ai trust e al loro riconoscimento. Pur in assenza di una disciplina codicistica interna, il trust riceve pieno riconoscimento giuridico nel nostro ordinamento e può essere validamente istituito da soggetti residenti in Italia, con beni siti in Italia, regolato da una legge straniera (cosiddetto "trust interno").
Il trust di famiglia è un rapporto giuridico fiduciario in virtù del quale un soggetto (il disponente o settlor) trasferisce la proprietà di determinati beni o diritti a un altro soggetto (il trustee), il quale li amministra nell'interesse di uno o più beneficiari o per il perseguimento di uno scopo determinato, secondo le regole stabilite nell'atto istitutivo. Il tratto distintivo del trust è la segregazione patrimoniale: i beni in trust formano un patrimonio separato sia rispetto al patrimonio personale del trustee sia rispetto a quello del disponente.
Nella prassi familiare, il trust viene utilizzato per finalità di protezione del patrimonio da rischi imprenditoriali e creditori futuri, per la tutela di soggetti deboli (minori, disabili, anziani non autosufficienti), per la pianificazione del passaggio generazionale dell'impresa e per la regolamentazione delle dinamiche successorie in deroga alle regole ordinarie della successione legittima, sempre nel rispetto della quota di legittima.
La struttura del trust ruota attorno a quattro figure principali, ciascuna con poteri e responsabilità ben definiti:
L'atto istitutivo del trust deve disciplinare con precisione poteri, obblighi e responsabilità di ciascuna figura, indicare la legge regolatrice straniera applicabile (le più utilizzate sono quella di Jersey, della Repubblica di San Marino e dell'Inghilterra), la durata del trust e i meccanismi di risoluzione di eventuali conflitti.
Esistono numerose tipologie di trust, ciascuna funzionale a obiettivi specifici. Nella tabella seguente sintetizziamo le principali tipologie utilizzate nella pianificazione patrimoniale familiare:
| Tipologia | Caratteristiche | Quando si usa |
|---|---|---|
| Trust fisso | I beneficiari e le quote di attribuzione sono individuati nominativamente nell'atto istitutivo. Il trustee non ha discrezionalità nell'attribuzione | Quando il disponente vuole certezza sulla destinazione del patrimonio; tipico nei trust di garanzia per soggetti deboli |
| Trust discrezionale | Il trustee ha ampia discrezionalità nell'individuare i beneficiari (entro la classe definita) e nel determinare quote e tempi delle attribuzioni | Pianificazione generazionale flessibile; opportunità di adattare le distribuzioni alle esigenze future dei discendenti |
| Trust autodichiarato | Il disponente coincide con il trustee. Il disponente dichiara di detenere determinati beni in trust per i beneficiari indicati | Strumento snello per la segregazione patrimoniale; richiede particolare attenzione per evitare la qualificazione di simulazione |
| Trust di scopo | Non ha beneficiari designati ma persegue uno scopo predeterminato (charitable, assistenziale, di garanzia) | Trust di garanzia per operazioni straordinarie, trust assistenziali per la cura di familiari |
| Trust commerciale | Trust che esercita attività di impresa o detiene partecipazioni in società operative | Pianificazione di gruppi familiari complessi, gestione di partecipazioni di controllo |
| Trust non commerciale | Trust che non esercita attività commerciale; detiene beni a finalità di godimento o conservazione | Gestione di immobili familiari, opere d'arte, partecipazioni di minoranza |
Sotto il profilo fiscale, la distinzione fondamentale è tra trust trasparente (con beneficiari individuati che hanno diritto certo al reddito, tassato direttamente in capo a costoro) e trust opaco (senza beneficiari individuati o discrezionale, tassato come soggetto IRES autonomo). La scelta della tipologia incide in modo determinante sul carico fiscale complessivo e va valutata con attenzione in sede di costituzione.
Il principale vantaggio del trust è rappresentato dall'effetto di segregazione patrimoniale: i beni conferiti in trust cessano di appartenere al patrimonio personale del disponente e non entrano nemmeno nel patrimonio personale del trustee, ma costituiscono un patrimonio autonomo e separato, destinato esclusivamente alla realizzazione dello scopo del trust e all'interesse dei beneficiari.
La conseguenza pratica è di estrema rilevanza: i beni in trust non possono essere aggrediti dai creditori personali né del disponente né del trustee né (di regola) dei beneficiari. Questa caratteristica rende il trust uno strumento privilegiato per la protezione del patrimonio familiare da rischi imprenditoriali, esposizioni professionali (medici, amministratori, professionisti soggetti a responsabilità civile e penale) o eventi imprevisti.
La protezione, tuttavia, non è assoluta. Vi sono limiti e cautele da considerare:
Per essere realmente efficace, il trust deve quindi essere istituito con anticipo rispetto all'insorgere di possibili crisi, dotato di un trustee professionale e indipendente e accompagnato da una documentazione che dimostri lo scopo legittimo e familiare dell'operazione.
La tassazione del trust ai fini delle imposte indirette ha subito un'evoluzione importante a partire dalla Circolare AdE n. 34/E del 20 ottobre 2022 e con la riforma operata dal D.Lgs. 139/2024, che ha codificato il principio dell'imposizione "in uscita".
Secondo l'orientamento ormai consolidato, l'imposta di donazione e successione (D.Lgs. 346/1990) si applica non al momento del trasferimento dei beni dal disponente al trustee, ma al momento dell'attribuzione effettiva dei beni dal trustee ai beneficiari. Le aliquote applicabili sono quelle ordinarie:
| Beneficiario | Franchigia | Aliquota |
|---|---|---|
| Coniuge e parenti in linea retta (figli, nipoti, genitori) | 1.000.000 € per beneficiario | 4% |
| Fratelli e sorelle | 100.000 € per beneficiario | 6% |
| Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° | Nessuna franchigia | 6% |
| Altri soggetti (estranei) | Nessuna franchigia | 8% |
| Beneficiario portatore di handicap grave (L. 104/92) | 1.500.000 € | 4-6-8% in base al grado di parentela |
Il momento impositivo si verifica quando si realizza un effettivo arricchimento del beneficiario. Per il trust autodichiarato, la prassi richiede particolare attenzione: la giurisprudenza recente di Cassazione (a partire dalle sentenze del 2018-2020) ha chiarito che l'imposta non è dovuta al momento dell'autodichiarazione, ma soltanto alla successiva attribuzione ai beneficiari. Restano tuttavia dovute, all'atto di costituzione, le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa (200 euro ciascuna) per i beni immobili e l'imposta di registro in misura fissa (200 euro) per l'atto istitutivo.
Sotto il profilo delle imposte dirette, il trust è un soggetto passivo IRES ai sensi dell'art. 73 del TUIR, sia esso commerciale (esercente attività di impresa) sia non commerciale. La tassazione opera in modo differente in base alla qualificazione del trust:
Una novità particolarmente rilevante è rappresentata dalla disciplina dei trust opachi esteri residenti in Paesi a fiscalità privilegiata: i redditi distribuiti ai beneficiari italiani sono tassati come redditi di capitale ex art. 44, comma 1, lett. g-sexies, TUIR, senza distinzione tra reddito e capitale e con applicazione dell'aliquota progressiva IRPEF (in luogo della precedente non imponibilità). La norma, introdotta con il D.L. 124/2019 e successivamente affinata, mira a contrastare l'utilizzo abusivo di trust esteri per la non tassazione di redditi sostanzialmente di pertinenza di residenti italiani.
Gli adempimenti dichiarativi annuali del trust comprendono la presentazione del modello Redditi ENC (o SC, se commerciale), il versamento dell'IRES e degli acconti, la tenuta della contabilità (semplificata o ordinaria in base al regime) e la compilazione del quadro RW per i beni esteri detenuti dal trust o per i beneficiari di trust esteri.
Trust, holding di famiglia e fondo patrimoniale sono i tre principali strumenti di pianificazione patrimoniale familiare. La scelta dello strumento (o della loro combinazione) dipende da obiettivi, tipologia di patrimonio e composizione familiare. La seguente tabella riassume le caratteristiche fondamentali di ciascuno:
| Caratteristica | Trust di famiglia | Holding di famiglia (SRL) | Fondo patrimoniale |
|---|---|---|---|
| Natura giuridica | Rapporto fiduciario senza personalità giuridica | Società di capitali con personalità giuridica | Vincolo di destinazione su beni dei coniugi (art. 167 c.c.) |
| Segregazione patrimoniale | Piena (salvo revocatoria entro 5 anni) | Parziale: scudo della responsabilità limitata della SRL | Limitata: solo per debiti estranei ai bisogni della famiglia |
| Soggetti | Apertura ampia: discendenti, ascendenti, estranei, scopi | Solo soci della SRL | Solo coniugi (richiede matrimonio o unione civile) |
| Passaggio generazionale | Strumento privilegiato, anche pluri-generazionale | Ottimo per partecipazioni operative; usa donazione con riserva | Non funzionale al passaggio generazionale |
| Vantaggi fiscali su dividendi | Tassazione IRES 24% o trasparenza beneficiari | Regime PEX (esenzione 95%), tassazione effettiva 1,2% | Nessuno specifico |
| Imposta donazione/successione | Tassazione "in uscita" all'attribuzione ai beneficiari | Su donazione/successione delle quote (con agevolazioni art. 3 D.Lgs. 346/90) | Non rilevante (i beni restano dei coniugi) |
| Costo di costituzione | Medio-alto (8.000-20.000 €) | Medio (3.000-6.000 €) | Basso (1.500-3.000 €) |
| Costo gestione annuale | 3.000-10.000 € (trustee, contabilità, dichiarazioni) | 2.000-5.000 € (bilancio, dichiarazioni, diritti CCIAA) | Quasi nullo |
Nei patrimoni complessi, è frequente l'utilizzo combinato dei tre strumenti: il trust come holding del gruppo (con detenzione delle quote della holding), la holding come società di partecipazione (con accesso al regime PEX e ottimizzazione dei dividendi) e il fondo patrimoniale per i beni di uso personale dei coniugi. Per scegliere lo strumento più adatto è essenziale partire da una corretta pianificazione fiscale e dalla valutazione del patrimonio.
Il costo complessivo del trust di famiglia è uno degli aspetti che più spesso scoraggia famiglie e imprenditori. Va tuttavia rapportato alle dimensioni del patrimonio segregato e ai benefici di protezione e pianificazione che il trust garantisce nel tempo. Di seguito una stima dei costi tipici nella prassi italiana:
| Voce di costo | Importo indicativo | Note |
|---|---|---|
| Consulenza strutturazione (legale + fiscale) | 5.000 – 20.000 € | In funzione della complessità del patrimonio e delle finalità |
| Atto istitutivo notarile | 3.000 – 8.000 € | Onorario notaio + imposta di registro 200 € |
| Imposte indirette su dotazione (immobili) | 400 € (200 + 200) + registro 200 € | Ipotecaria e catastale in misura fissa al conferimento |
| Compenso annuo trustee professionale | 2.500 – 8.000 € | Variabile in base al valore del patrimonio e alla complessità gestionale |
| Contabilità e dichiarazione redditi (modello ENC) | 1.500 – 4.000 € | Comprensivo di IRES, IRAP (se applicabile), quadro RW |
| Compenso guardiano (se previsto) | 500 – 3.000 € | Spesso simbolico in ambito familiare |
| Totale gestione annuale | 3.000 – 10.000 € | Esclusi imposte sui redditi prodotti dai beni |
Una regola pratica diffusa è che il trust diventi economicamente sostenibile a partire da patrimoni di almeno 1-1,5 milioni di euro segregati, con un'incidenza dei costi di gestione inferiore allo 0,5-1% annuo. Per patrimoni inferiori, è opportuno valutare strumenti alternativi (donazione con riserva di usufrutto, holding di famiglia, polizze vita dedicate).
L'utilizzo del trust per finalità meramente fiscali o per sottrarre beni ai creditori espone a contestazioni di abuso del diritto ai sensi dell'art. 10-bis della Legge 212/2000 (Statuto del Contribuente). La norma considera abusive le operazioni prive di sostanza economica che, pur formalmente legittime, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti, in contrasto con le finalità delle norme tributarie.
I principali profili di rischio del trust di famiglia sono:
Il trust di famiglia è un istituto giuridico, riconosciuto in Italia grazie alla Legge 364/1989 di ratifica della Convenzione dell'Aja del 1985, con il quale un soggetto (disponente o settlor) trasferisce beni o diritti a un altro soggetto (trustee), il quale li amministra nell'interesse dei beneficiari designati o per uno scopo determinato. I beni trasferiti formano un patrimonio segregato, distinto da quello personale del trustee e del disponente, finalizzato a obiettivi di protezione patrimoniale, passaggio generazionale e pianificazione successoria.
I costi di istituzione di un trust di famiglia variano in base alla complessità del patrimonio e alle figure coinvolte. In via indicativa: l'atto istitutivo notarile costa tra 3.000 e 8.000 euro; la consulenza legale e fiscale per la strutturazione può variare da 5.000 a 20.000 euro. La gestione annuale del trust (compenso del trustee, contabilità, dichiarazione dei redditi modello Redditi ENC) ha un costo medio compreso tra 3.000 e 10.000 euro l'anno, in funzione del valore del patrimonio segregato e della complessità della gestione.
Sì, il trust istituito correttamente realizza una segregazione patrimoniale: i beni trasferiti al trustee non rientrano più nel patrimonio personale del disponente e non possono essere aggrediti dai suoi creditori personali successivi all'istituzione. Tuttavia la protezione non è assoluta: i creditori anteriori all'istituzione del trust possono agire con l'azione revocatoria ordinaria (art. 2901 c.c.) entro 5 anni, e in caso di trust istituito in frode ai creditori o con finalità abusive, l'atto può essere dichiarato inopponibile o nullo.
Dopo la riforma operata dal D.Lgs. 139/2024 e secondo la Circolare AdE 34/E/2022, l'imposta di donazione e successione si applica al momento dell'attribuzione effettiva dei beni ai beneficiari (e non più al momento del conferimento al trustee), con le aliquote ordinarie (4% per il coniuge e i discendenti oltre franchigia di 1 milione di euro, 6% per fratelli, 8% per estranei). Ai fini delle imposte dirette, il trust è considerato un soggetto IRES autonomo (art. 73 TUIR): se trasparente, i redditi sono imputati ai beneficiari individuati; se opaco, sono tassati in capo al trust. I redditi distribuiti ai beneficiari di trust opachi residenti in Paesi a fiscalità privilegiata sono tassati come redditi di capitale (art. 44 TUIR).
Il trust e la holding di famiglia rispondono a finalità diverse e complementari. La holding è una società (SRL o SPA) che detiene partecipazioni in altre società ed è soggetto di diritto autonomo con personalità giuridica; consente regime PEX, consolidato fiscale e pianificazione dei dividendi. Il trust, invece, non ha personalità giuridica: è un rapporto fiduciario in cui i beni sono intestati al trustee ma segregati a favore dei beneficiari. Il trust offre maggiore protezione patrimoniale e flessibilità nel passaggio generazionale, mentre la holding offre vantaggi fiscali sui dividendi e governance più strutturata. Nei patrimoni complessi, le due strutture sono spesso utilizzate in modo combinato.
Il team TurboImposte struttura il trust più adatto e gestisce tutti gli adempimenti fiscali e dichiarativi.
Richiedi una consulenza gratuitaCostituzione e gestione della holding di famiglia: vantaggi PEX e governance.
Strumenti e strategie per trasferire l'impresa familiare ai successori.
Strategie di ottimizzazione fiscale per società e gruppi familiari.
Articolo a cura del team TurboImposte – Studio Vittucci.
Parla con un commercialista