SRL, SRLS, SNC o SAS? In questa guida trovi: scelta della forma, costi, notaio, partita IVA, Registro Imprese e una checklist anti-errori.
Aprire una società significa creare un soggetto giuridico distinto dalle persone fisiche (i soci), con una propria partita IVA, una posizione al Registro Imprese e obblighi contabili. Il vantaggio più comune è la separazione patrimoniale (soprattutto in SRL/SRLS), ma la convenienza dipende da numeri, rischio e obiettivi.
La scelta “giusta” non è quella più economica all’inizio: è quella che regge quando l’attività cresce, quando entra un socio o quando serve protezione del patrimonio.
Forma più usata: responsabilità limitata, statuto flessibile, adatta se prevedi crescita o soci/investitori.
Versione “semplificata”: può ridurre alcuni costi iniziali ma ha vincoli. Non è sempre la scelta migliore.
Più semplice, ma con responsabilità illimitata dei soci. Da valutare con attenzione per attività rischiose.
Due ruoli: accomandatari (gestiscono e rispondono) e accomandanti (investono). Utile in assetti “familiari”.
I costi si dividono in due blocchi: startup (notaio, imposte, CCIAA) e gestione (contabilità, bilancio, adempimenti).
| Voce | Quando | Note pratiche |
|---|---|---|
| Atto + statuto (notaio) | All’apertura | Varia per complessità e città. Statuto “su misura” evita problemi futuri. |
| Imposte e diritti | All’apertura | Diritti/registrazioni/iscrizioni. Spesso gestiti dal notaio. |
| CCIAA / diritto annuale | Ogni anno | Ricorrente: da ricordare nella pianificazione. |
| Contabilità + bilancio | Ogni anno | È il “vero costo” nel lungo periodo: dipende da fatture, dipendenti, complessità. |
Regola semplice: se il tuo obiettivo è “risparmiare subito”, rischi di pagare dopo con statuti rigidissimi o assetti poco scalabili.
Questa è la sequenza “standard” per SRL/SRLS (simile per SNC/SAS, con differenze di dettaglio):
Tip: preparare questi dati prima di contattare il notaio riduce tempi e “rimbalzi” di email.
Con documenti pronti e scelte chiare, spesso bastano pochi giorni. I rallentamenti tipici sono: statuto da rivedere, soci indecisi su ruoli/quote, attività non definita (ATECO/oggetto sociale) e mancanza PEC.
Quando entrano soci o investitori, lo statuto standard diventa un freno. Meglio impostarlo bene subito.
La differenza vera è nei costi di gestione (contabilità, bilancio, adempimenti), non solo nel notaio.
Chi decide? Chi firma? Chi amministra? Se non è chiaro, nasce blocco operativo e conflitto.
Scelta forma + compensi amministratori + utili: va visto insieme. Altrimenti paghi “a sorpresa”.
Ti aiutiamo su forma societaria, assetto tra soci e impostazione amministrativa/contabile.
Articolo a cura del team TurboImposte – Studio Vittucci.
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