Non è una scelta “da notaio”: è una scelta di velocità, controllo e gestione dei soci. Qui te la spieghiamo in modo pratico, senza legalese.
Amministratore Unico = una testa, una firma, una decisione.
CDA = più teste, più ruoli, più controllo (ma anche più passaggi).
La domanda giusta non è “cosa è meglio”, ma: quanto vuoi correre e quanto vuoi proteggerti.
Una persona gestisce la società e prende le decisioni operative. È la soluzione più “snella” quando serve velocità.
Un gruppo di amministratori gestisce la società, spesso con ruoli (Presidente, AD, deleghe). È utile quando serve equilibrio tra soci e controlli.
Il punto non è “chi è amministratore”, ma chi può firmare cosa. Qui nascono i classici incubi: banca, leasing, fornitori, contratti, deleghe.
Il CDA non è “sbagliato”, ma è più impegnativo: più persone coinvolte = più comunicazione + più documentazione.
Ti aiutiamo a scegliere AU/CDA e a scrivere poteri e deleghe in modo operativo.
Articolo a cura del team TurboImposte – Studio Vittucci.
Hai dubbi sulla governance?Se rispondi “sì” a 2 o più, valuta CDA o deleghe strutturate.