Lo statuto è il “manuale operativo” della tua SRL/SRLS/SPA: regole, poteri, assemblee, ingresso/uscita soci, firme. Se è scritto bene, la società corre. Se è scritto male, si blocca.
Lo statuto è l’insieme delle regole che disciplinano come funziona la società: chi decide cosa, come si convocano le assemblee, che poteri ha l’amministratore, come si trasferiscono le quote, quali sono i vincoli tra soci e quali tutele esistono in caso di conflitto.
In pratica li vedi spesso nello stesso documento notarile, ma sono due “pezzi” diversi:
È l’atto che “crea” la società: soci, conferimenti, capitale, sede, oggetto sociale, primi organi.
È il “regolamento” interno: governance, decisioni, firme, assemblee, trasferimento quote, clausole tra soci.
I contenuti cambiano in base a forma societaria e obiettivi, ma questi sono i blocchi che di solito contano davvero.
Le società non saltano per il fisco: saltano per i conflitti. Alcune clausole fanno la differenza quando le cose cambiano.
Regole chiare per vendere quote senza “soci a sorpresa”.
Decidi cosa richiede maggioranze speciali (es. investimenti, finanziamenti, immobili).
Utile per gestire l’uscita di un socio e il valore della quota (criteri e tempi).
Non sono lo statuto, ma spesso lavorano insieme per regole “extra” tra soci.
In generale, la modifica passa da una decisione dei soci e da un atto notarile, poi deposito al Registro Imprese. Le regole (quorum, convocazioni, tempi) sono spesso già nello statuto: ecco perché deve essere scritto bene.
Quando ha senso farlo? ingresso di un socio, nuovi investimenti, banca che chiede firme/poteri, cambio governance, nuove attività, crescita (o crisi) della società.
Lo guardiamo con l’occhio operativo: poteri, assemblee, quote, clausole critiche e coerenza con la gestione.
Articolo a cura del team TurboImposte – Studio Vittucci.
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